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Scarico cappa cucina condominio

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  1. Ristrutturazione effettuata nel 2016, obbligo di canna fumaria sul tetto per la nuova caldaia?
  2. Esperto Casa
  3. Le vecchie canne fumarie condominiali….

Scarico fumi, cappa e fori per la cucina. Ecco cosa devi sapere. L'installazione di una cucina può portare all'obbligo di praticare dei fori sulla. sposterò la cucina da dove è adesso nell'attuale studio. nella nuova posizion Condominio Web: Il condominio, gli Immobili e le locazioni lo scarico delle esalazioni delle cappe delle cucine deve avere una canna. artsandcraftsassoc.com › /01/23 › condotti-scarico-fumi-cottura. Lo scarico dei vapori di cottura: condotti, materiali e aerazione una cappa o un ventilatore asservito ad un apparecchio di cottura ad un una realtà condominiale, qualità dell'aria rispetto alle esalazioni emesse, ecc.). il tubo di scarico dela cappa della cucina può essere posizionato nell'asola tecnica.

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Inoltre, se si parla di condomini è bene essere a conoscenza del regolamento degli stessi prima di procedere con qualsiasi intervento. Esistono comunque diverse soluzioni che facilitano l'installazione e lo scarico dei fumi in condominio. Vediamo quali sono. Tutte le stufe rilasciano e producono fumi derivati dalla combustione del pellet, fumi che devono necessariamente essere espulsi all'esterno.

Per legge no.

Ristrutturazione effettuata nel 2016, obbligo di canna fumaria sul tetto per la nuova caldaia?

Nella parte 3 della UNI comunque si parla quasi esclusivamente di scarico di caldaie; presenza di un elettroventilatore sulla parte alta di una delle pareti della cucina che esali direttamente all'esterno anche mediante tubazione. L'installazione di caldaie nella cucina non crea problemi dal punto di vista normativo, purché si impieghino possibilmente apparecchi di tipo B a camera aperta, cioè aspira l'aria dall'ambiente ma la scarica in un condotto o ancora meglio di tipo C a camera stagna e tiraggio forzato, cioè caldaie che non scambiano l'aria con l'ambiente in cui sono installate ma prelevano ed espellono direttamente all'esterno.

Questo comunque è il valore minimo inderogabile della dimensione dell'apertura verso l'esterno.

Attenzione: l'apertura deve essere calcolata come dimensione netta, quindi se già sappiamo che a rifinitura del foro andrà una griglia, bisogna considerare l'effettiva superficie areante. La norma non specifica che deve stare per forza su una parete, quindi potrebbe essere anche posizionato sul vetro di una porta-finestra, purché rispetti la quota massima da terra.

Dunque la norma UNI impone un foro fisso: e se per ragioni estetiche pensiamo ai centri storici questo foro non è realizzabile? Allora in questo caso implicitamente non potremmo installare un piano cottura a gas: usando un piano ad induzione, decade l'obbligo di ventilazione diretta in base alla norma UNI.

In teoria un condotto fumi deve essere solo fumi, ma se per esempio avessimo una cucina elettrica, che quindi non produce combustione ma solo vapori di cottura, nello stesso condotto non mi pare ci siano norme che vietino di farvi evacuare anche altri tipi di ventilazioni, comunque non derivanti da combustione.

Esperto Casa

Se qualcuno ha contezza di norme che contrastano con questa riflessione, per favore me lo segnali. La norma nazionale Il decreto sanità del è di fatto l'unica norma specifica applicabile a livello di normativa nazionale sul tema delle cucine, e si limita solamente ad imporre alla cucina la presenza di una finestra che comunichi direttamente verso l'esterno.

Dunque il regolamento fornisce la possibilità di scarico a parete, ma occorre che vi sia una problematica tecnica o normativa insormontabile perché la canna si possa non realizzare fino al tetto. Tuttavia, è da considerare che secondo la prassi amministrativa quando si ha a che fare con situazioni precedentemente legittimate , seppure difformi dalla normativa attualmente in vigore - e soprattutto quando la normativa è quella locale -, è da sempre ritenuto legittimo utilizzare il vano cucina nello stato in cui è, quindi anche eventualmente privo della canna fumaria esterna: dunque in questi casi specific il problema nasce nel momento in cui si vuole trasformare l'immobile portandolo ad una conformazione diversa da quella originaria, ammesso che questa sia legittima.

Le vecchie canne fumarie condominiali….

Sempre riguardo la collocazione temporale dell'obbligo, si è visto che questo è stato introdotto nel ; tuttavia in epoca precedente esistevano comunque specifiche indicazioni relativamente alla presenza della canna fumaria per le cucine, ed è per questo che negli edifici realizzati prima degli anni '50 spesso le canne fumarie sono presenti.

Le norme sono cioè tante e diverse, e la loro interpretazione non è sempre chiara. Servi qualità ed estetica ai tuoi tavoli.

In questo caso, devi intervenire e inserirne una o prevedere un sistema alternativo per lo smaltimento dei fumi. Di solito, si ricorre a questa soluzione quando ci sono problemi a livello condominiale, quando ci sono vincoli architetturali e storici o quando la normativa comunale impone degli specifici divieti.

Dal momento che non riesce a trattare e a eliminare i fumi in maniera altrettanto efficace rispetto a quanto fa una canna fumaria, non è una scelta consigliata.

Tutto questo ti pare complicato? È comunque inevitabile, poiché avere una canna fumaria nel ristorante è obbligatorio, perché come ti ho già detto è necessario eliminare i fumi e gli odori che si vengono a creare durante la preparazione dei cibi.

Spesso la questione più problematica è quella che riguarda il condominio. Quando il locale si trova al piano terra di uno stabile abitato, i condomini potrebbero protestare e opporsi ai lavori. Naturalmente, è necessario presentare un progetto elaborato da un tecnico e rispettare tutte le norme riguardanti le distanze dalle pareti private, le distanze di sicurezza da eventuali abitazioni vicine, la posizione della canna fumaria del ristorante ecc.


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