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La curiara scarica

Posted on Author Kegul Posted in Multimedia

  1. Beni Culturali Ecclesiastici
  2. Acqua, Cascata, La grande savana, Palma, Canaima
  3. Category:Monoxylons

Scarica subito la foto Curiara. Continua la ricerca nella raccolta di iStock di immagini stock royalty-free con foto di Albero pronte per essere. Colazione e partenza in curiara. Prima di consumare il pasto di mezzogiorno noi abbiamo dovuto scaricare il bagaglio e trasportarlo a spalla per evitare una. Scarica subito la foto Curiara Indigenous Canoe At Carrao River Canaima National Park Venezuela. Continua la ricerca nella raccolta di iStock. Esegui il download di questa immagine stock: Una canoa motorizzata o curiara attraversando la laguna di Canaima, il Parco Nazionale di Canaima, lo stato di.

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Un'esperienza incredibile e uno dei tour più popolari nel nostro portafoglio - Le viste dal tavolo sono semplicemente incredibile, Coppia questo con la flora e la fauna indigene rende questo una volta in una esperienza di vita. Visita di due delle icone del Venezuela in un tour di nove giorni - Salto Angel e Roraima. Le tue spedizioni includeranno un giro curiara sulla laguna di Canaima con le sue sette cascate, una passeggiata dietro una delle cascate di Canaima, un emozionante viaggio lungo il fiume e passeggiata fino alla base del Salto Angel, un pernottamento in amache di fronte alla cade accompagnato da un trekking fino alla cima del Roraima, al confine del Brasile e Venezuela.

Su entrambe le spedizioni tutti i trasporti via terra e aria sono coperti, come lo sono la maggior parte delle sistemazioni e pasti - sarete guidati lungo il percorso da guide dei popoli indigeni locali la Pemón per una immersione culturale.

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Forse prendere in Isola Margarita o Los Roques per alcuni giorni? Tour eseguire tutto l'anno. Naturalmente, il nostro itinerario è completamente personalizzabile per soddisfare i vostri obiettivi di avventura.

Qualcuno di voi muore e qualcuno lo portiamo fino all'età decrepita, tanto che non sanno più nulla, dopo aver saputo. Vedrai alla stessa maniera la terra disseccata che freme e si gonfia quando vi facciamo scendere l'acqua e lascia spuntare ogni splendida specie di piante. Se Allah non respingesse gli uni per mezzo degli altri, sarebbero ora distrutti monasteri e chiese, sinagoghe e moschee nei quali il Nome di Allah è spesso invocato.

Allah verrà in aiuto a coloro i quali sostengono la sua religione. In verità Allah è forte e possente. Appartiene ad Allah l'esito di tutte le cose. Allah conferma i Suoi segni. Allah è sapiente, saggio. Assolvete all'orazione e versate la decima e aggrappatevi ad Allah.

Egli è il vostro patrono. Qual migliore pastore, qual miglior alleato. Nota: tenerezza si potrebbe anche tradurre con compassione. Abu Huray-ra disse: -Ho sentito l'Inviato di Allah pace e benedizione su di lui dire: -Allah Altissimo ha cento parti di misericordia, di cui una soltanto ha fatto scendere, distribuendola dra dèmoni, gli uomini, le bestie e i rettili: da essa nutrono vicendevolmente affetto; da essa traggono vicendevole compassione; per essa la fiera si volge tenera al suo piccolo.

Allah Altissimo ha riservato le altre novantanove parti della misericordia per usare in favore dei Suoi Servi, nel Giorno della Resurrezione-. Ecco davvero dei segni per coloro che riflettono. Sura XXXI, Luqman 16 -O figlio mio, anche se fosse come il peso di un granello di senape, nel profondo di una roccia o nei cieli o sulla terra, Allah lo porterà alla luce.

Allah è dolce e ben informato. Via ha dato l'udito, gli occhi ed i cuori. Quanto poco siete riconoscenti! Non sono affatto uguali. Ne facemmo una guida per i Figli di Israele. Se volete comportarvi devotamente, non siate accondiscendenti nel vostro eloquio, ché non vi desideri chi ha una malattia del cuore Nota: allusione a qualche pervertito o mitomane che cercava in qualche modo di avvicinarsi alle donne del Profeta.

Parlate invece in modo conveniente. Eseguite l'orazione, pagate la decima ed obbedita ad Allah e al Suo Inviato. O gente della casa, Allah non vuole altro che allontanare da voi ogni sozzura e rendervi dl tutto puri. Egli è misericordioso per i credenti. Quando sposate le credenti e poi divorziate da esse senza averle toccate, non saranno obbligarte a rispettare un periodo d'attesa. Date loro qualcosa e date loro grazioso congedo.

Allah osserva ogni cosa. Allah è perdonatore e misericordioso. Sura XXXIV, Sabato12 Sottomettemmo a Salomone il vento che percorre un mese di marcia il mattino e un mese alle sera e facemmo scorrere la fonte di rame.

Lavoravano i dèmoni sotto di lui con il permesso del suo Signore Nota: Salomone pace su di Lui aveva avuto da Allah gloria a Lui l'Altissimo il dominio sui venti, sugli animali e sui dèmoni, vedi anche XXI Se uno qualunque di loro si fosse allontanato dal Nostro ordine, gli avremmo fatto provare il castigo della Fiamma. E invece sono bel pochi i Miei servi riconoscenti.

A questo punto, rosicchiato nel suo interno da una termite, il bastone si ruppe ed i dèmoni si accorsero della sua morte e della limitatezza della loro conoscenza.. Poi, quando cadde, ebbero la prova i dèmoni che se avessero conosciuto l'invisibile, non sarebbero rimasti nel castigo avvilente. Nota: Racconta la tradizione che Davide, pur avendo novantanove mogli nel suo gineceo, fu preso dalla passione per una donna promessa ad un suo ufficiale. Alcuni commentatori, tuttavia, rifiutano categoricamente che un profeta possa essere stato vittima di simile debolezza.

Ben diversa la storia che racconta la Bibbia II Samuele, Secondo questo testo Davide non solo avrebbe sedotto ed ingravidato la donna, ma addirittura avrebbe tramato la morte del suo rivale, ordinando al comandante delle sue armate di esporlo in combattimento in un luogo di grave pericolo. Come già in altri brani vedi la storia di Giacobbe e Esaù, di Abramo e Sara, ecc , gli ebrei dimostrarono scarsissima stima e considerazione per i profeti di Allah pace su tutti loro facendoli compartecipi delle peggiori passioni umane.

In verità molti associati in un affare si fanno torto a vicenda, eccetto coloro che credono e compiono il bene, ma essi sono ben pochi! Egli ha un posto vicino a Noi e buon luogo di ritorno. In verità coloro che si allontanano dal sentiero di Allah subiranno un severo castigo per aver dimenticato il Giorno del Rendiconto.

Rimase a contemplarli sino all'ora del tramonto, trascurando la preghiera del pomeriggio. Quando se ne rese conto, pieno di ira contro se stesso e le sue passioni, ne uccise molti con le sue mani. Un'altra ipotesi di comprensione del testo trae spunto da un peccato di superbia che avrebbe commesso Salomone.

In verità Tu sei il Munifico-. Ti gonfi di orgoglio? Ti ritiene forse uno dei più elevati? In nome di Allah, il Compassionevole, il Misericordioso. Non c'è altro Dio all'infuori di Lui. La meta è verso di Lui.

Non ti lasciar suggestionare dal loro andirivieni in questa terra. Polemizzarono con falsi argomenti per respingere la verità. Li afferrai infine, e quale fu la Mia sanzione! Gli ingiusti non avranno né amici solleciti né intercessori ascoltati.

In verità Allah è colui che tutto ascolta e osserva. Sura XLIX, Al-Hujrat 6 O credenti, se un malvagio vi reca una notizia, verificatela, affinché non portiate, per disinformazione, pregiudizio a qualcuno e abbiate poi a pentirvi di quel che avrete fatto.

Il Corano, a cura di Hamza Roberto Piccardo, ed. Al Hikma, molto, molto bello questo testo tradotto e commentato dal Piccardo: alcune note sono davvero belle, esaurienti, esplicite, chiare e sorprendenti. Ed è stata molto utile la lettura a sfatare l'indotta opinione che questa opera sia blasfema e quindi da ributtare: niente di più falso. Che poi per motivi storici contingenti nel nome del Corano siano stati compiuti misfatti e carneficine Ricca anche l' appendice, piena di notizie interessanti quali: l'orazione, la decima, il Ramadan, il pellegrinaggio, i nomi di Allah, la Jihad, l'usura.

Nel passava per Entracque Filippo di Savoia risalendo il colle delle Finestre onde scendere a Nizza. Giorgio Beltrutti, Cuneo e le sue valli, L'artistica Savigliano, davvero ghiotto questo piccolo libro: ritenevo di conoscere bene e tutto della storia di Cuneo e dei territori afferenti, ma è stato davvero utile leggere questo testo conciso e preciso. D'altronde l'Autore ha scritto parecchio di storia locale ed in particolare di Tenda e Briga.

Ho riportato i due brani in quanto stupito della diffusione della popolazione nella valle Gesso e soprattutto il grande rilievo di Andonno che ora è una frazione di Valdieri, avendo perso nel Madonna Aradolo a favore di Borgo.

In quei luoghi Venezuela la vita scorreva senza sobbalzi, frugale e prevedibile. Antiche erano pure le tradizioni e i ricordi del passato mescolati a religione e leggende indie, venivano espressi in linguaggio arcaico e aforismi che spiegavano senza insegnare nulla.

A volte non bastva la conoscenza né del castigliano né della sintassi autoctona per comprenderli: --E' peccato mortale uccidere lo zamarro l'avvoltoio. Un loro antenato, Achaua, ha imprigionato un fulmine con il becco, ed ha portato il fuoco sulla terra. E' stato lui ad aprire il grande foro che ha permesso agli indios di salire e di raggiungere la terra nella parte superiore, dove ci sono le piante, i fiori, gli animali.

Alla sera va a riposare nel paese di Cuma. Bisogna anche buttare il latte delle formaggere, perché il latte battuto nei giorni santi non caglia e si trasforma in sangue. A loro i giornali non interessano, forse non li sanno leggere oppure non vi trovano nulla che li riguardi. Si accontentano di vivere nella savana purché ci sia un riachuelo rigagnolo di acqua. La città El Tigre , con il suo unico cinema e alcuni bordelli, a noi italiani non offriva molto, quindi questo rubare ore al lavoro per ritemprarci sognando o cogliendo il lato comico della vita diventava un momento importante, anche perché favoriva la nascita di amicizie e di gruppi omogenei a seconda dei gusti o della regione di provenienza..

Felice Malgaroli, Transeuntes italiani emigranti a vita, ed. L'Arciere, davvero bello e leggero questo testo: narra di un piemontese nato nel , ospite di Mauthausen nel , che ha scelto la via dell'emigrazione in Venezuela ma poi in molti altri paesi quali il Pakistan, gli USA, la Cina, il Giappone e il Canada.

L' Autore mi ha colpito perché è una persona pacata, concreta, pacifica e racconta tutte le sue vicissitudini nonché i ritratti di molti soggetti che ha conosciuto in termini assolutamente positivi: con i tempi che corrono non è poco.

Nell'ebbrezza dionisiaca, nell'impetuoso trascorrere di tutte le tonalità dell'anima nell'eccitazione narcotica o nello scatenamento degli impulsi primaverili, la natura si manifesta in tutta la sua forza: essa stringe di nuovo i singoli esseri e li fa sentire unificati, in modo che il principium individuationis appare quasi come uno stato durevole di debolezza della volontà. Quanto più la volontà è intristita, tanto più tutto si spezzetta nella singolarità; quanto più l'individuo si sviluppa in modo egoistico e arbitrario, tanto più è debole l'organismo che esso serve.

La natura lussureggiante celebra i suoi saturnali e insieme i suoi riti funebri. Qui, in feste che duravano cinque giorni, ogni vincolo statale e sociale veniva spezzato; ma il loro centro stava nella sfrenatezza sessuale, nell'annientamento di ogni freno famigliare in una dissolutezza senza limiti.

Da esso promana la stessa leggiadria, la stessa ebbrezza di trasfigurazione musicale, che Scopa e Prassitele hanno solidificato in statue. Un messaggero racconta di essere salito con le greggi, nella calura meridiana, sulle cime dei monti: è il momento giusto ed il luogo giusto per vedere quel che non si vede altrimenti: ora Pan dorme, ora il cielo è lo sfondo immoto di uno splendore glorioso, ora il giorno fiorisce.

Su un pascolo montano il messaggero nota tre cori di donne, che giacciono qua e là nel prato in atteggiamenti pudici; molte sono appoggiate a tronchi di abete: tutte sonnecchiano. Improvvisamente la madre di Penteo comincia a esultare, il sonno è scacciato, tutte saltano su, un modello di nobili costumi; le ragazze e le donne sciolgono i capelli che cadono sulle spalle, la pelle di capriolo viene rimessa in ordine, se nel sonno si sono sciolti nastri e fiocchi.

Ci si cinge di serpenti, che lambiscono familiarmente le gote, alcune donne prendono in braccio lupacchiotti e giovani caprioli e li allattano. Tutte si adornano con corone di edera e fiori di convolvoli, un colpo di tirso sulle rocce e ne spiccia l'acqua; un colpo di bastone sulla terra e si alza un zampillo di vino.

Dolce miele gocciola dai rami, basta che qualcuno tocchi la terra con la punta delle dita e ne sgocciola latte bianco come la neve. E' tutto un mondo incantato, la natura celebra la sua festa di riconciliazione con l'uomo.

Beni Culturali Ecclesiastici

Il mito dice che Apollo ha ricomposto Dioniso sbranato. Questa è l'immagine di Dioniso rigenerato da Apollo, salvato dalla sua lacerazione asiatica. Friedrich W. Nietzsche, La visione dionisiaca del mondo, RCS Quotidiani, Degli uomini che sono lontani da noi ci basta conoscere i fini per approvarli o rifiutarli nel loro complesso. Orbene, i sistemi filosofici sono interamente veri solo per i loro fondatori; per tutti i filosofi posteriori ciascuno di essi è di solito un unico grande errore, e per le teste meno forti è una somma di errori e di verità; ma in ogni caso, nel suo fine supremo, è un errore e pertanto rigettabile.

II pag. Non siamo forse noi tutti peccatori condannati a morte? E che cosa ho visto? Imperio delle leggi, sicurezze infallibili, vie del diritto sempre uguali, Erinni giudicanti dietro tutte le trasgressioni delle leggi, il mondo intero come spettacolo di una giustizia imperante e di forze della natura demonicamente omnipresenti, poste al suo servizio. Non ho visto la punizione del divenuto, ma la giustificazione del divenire.

Quando mai il sacrilegio e la defezione si sono manifestati in forme intangibili, in leggi osservate con sacro rispetto? Non fatevi ingannare!

Dipende dalla brevità della nostra vita, non dall'essenza delle cose, che voi crediate di scorgere da qualche parte una terraferma nel mare del nascere e del perire. Gli spiriti volgari hanno infatti la brutta abilità di vedere nella sentenza più ricca e profonda nient'altro che la loro banale propria opinione.

In un angolo remoto di un universo scintillante, diffuso in innumerevoli sistemi solari, c'era una volta un astro sul quale animali intelligenti inventarono la conoscenza. Qualcuno potrebbe inventare una favola del genere, ma non riuscirebbe mai ad illustrare adeguatamente quanto lamentevole, quanto fugace e vago, quanto inane e capriccioso appaia nella natura l'intelletto umano.

Ci furono eternità in cui esso non c'era, e quando di nuovo non ci sarà più non sarà successo niente. Giacché per questo intelletto non c'è alcuna missione ulteriore che porti al di là della vita umana.

Ma se noi potessimo comunicare con la zanzara, apprenderemmo che anche essa svolazza nell'aria con questo pathos e si sente appunto il centro svolazzante del mondo. Questa superbia legata al conoscere e al sentire, che ricopre gli occhi e i sensi dell'uomo di una nebbia abbacinante, lo inganna dunque sul valore dell'esistenza, in quanto porta in sé il giudizio più lusinghiero sulla conoscenza. Il suo effetto più generale è l'inganno. L'intelletto, come mezzo per la conservazione dell'individuo, dispiega le sue forze principali nella finzione, giacché questa costituisce il mezzo che permette agli individui più deboli, meno robusti, di conservarsi, essendo loro negata la lotta per l'esistenza da combattersi con le corna e con le zanne aguzze degli animali feroci.

Nell'uomo quest'arte della finzione giunge al culmine: qui l'illudere, l'adulare, il mentire e l'ingannare,il parlare dietro alle spalle, il presenziare, il vivere in uno splendore preso a prestito, il mascherarsi, il celarsi dietro le convenzioni, il recitare la commedia davanti agli altri e a se stessi, insomma il continuo svolazzare intorno all'unica fiamma della vanità, sono la regola e la legge, a tal punto che non c'è quasi niente di più incomprensibile del fatto che possa sorgere tra gli uomini un impulso onesto e puro verso la verità.

Noi diciamo che un uomo è onesto. Ci domandiamo. La risposta suona di solito: per la sua onestà. Infatti non sappiamo assolutamente niente di una qualità essenziale che si chiami l'onestà, ma soltanto di numerose azioni individualizzate e pertanto diseguali, che noi equipariamo lasciando cadere le diseguaglianze, e che ora designiamo quali azioni oneste.

Da ultimo formuliamo in base a esse una qualitas occulta con il nome: l'onestà. Cos'è dunque la verità? Un mobile esercito di metafore, metonimie, antropomorfismi, in breve una somma di relazioni umane che sono state trasposte ed adornate poeticamente e retoricamente e che, dopo lungo uso, appaiono ad un popolo salde, canoniche e vincolanti.

Le verità sono illusioni di cui si è dimenticato che sono illusioni, metafore che si sono logorate ed hanno perduto la loro presa sensibile, monete che hanno perduto la loro immagine e vengono ora prese in considerazione solamente come metallo, non più come monete.

Continuiamo a non sapere da che cosa scaturisce l'impulso verso la verità. Giacché finora abbiamo sentito parlare solo dell'obbligo che la società impone, per esistere, di essere veritieri, ossia di servirsi delle metafore usuali, il che, espresso in termini morali, significa: dell'obbligo di mentire secondo una convenzione stabilita, di mentire tutti insieme in uno stile vincolante per tutti.

Il sentimento di essere obbligato a dire che una cosa è rossa, un'altra fredda e una terza muta, suscita un moto morale che si rapporta alla verità. Chi è ispirato da questa freddezza stenterà a credere che anche il concetto, osseo e fornito di otto angoli come un dado e spostabile come questo, non sussista se non come residuo di una metafora, e che l'illusione della trasposizione artistica di uno stimolo nervoso in immagini sia, se non la madre, la madre della madre di ogni concetto.

Dimentica quindi le metafore intuitive originali in quanto metafore e le prende per le cose stesse. Alla costruzione dei concetti lavora originariamente, come abbiamo visto, il linguaggio e, in tempi più tardi la scienza.

Se già l'uomo che agisce lega la sua vita alla ragione e ai concetti, per non essere trascinato via dalla corrente e per non perdersi egli stesso, il ricercatore costruisce la sua capanna a ridosso della torre della scienza, per poter contribuire alla sua edificazione e per trovare egli stesso riparo ai piedi del baluardo già costruito.

E di riparo ha bisogno, perché ci sono potenze terribili che fanno. L'uomo stesso ha una tendenza invincibile a lasciarsi ingannare ed è come incantato di felicità quando il rapsodo gli narra come vere della fiabe epiche, o l'attore del dramma fa il re più regalmente di come si veda nella realtà.

Nietzsche, Su verità e menzogna in senso extramorale, RCS Quotidiani, Per quanto riguarda le cure, Christian Ivanovich ed io abbiamo i nostri sistemi; quanto più si segue la natura, tanto meglio; non usiamo medicine costose.

L'uomo è un essere semplice: se deve morire, muore; se deve guarire, guarisce. E poi sarebbe difficile che Christian Ivanovich potesse spiegarsi con loro: non conosce una parola di russo.

Atto primo, scena prima. Chlestakov Ricordo, ricordo, c'erano i letti. E gli ammalati sono guariti? Mi sembra che ce ne fossero pochi. Artemij Filippovich Sono rimaste dieci persone, non di più; tutti gli altri sono guariti. Da noi si è stabilitp un sistema simile. Da quando ho assunto la direzione forse Le sembrerà persino inverosimile tutti guariscono, come mosche. L'ammalato non fa in tempo ad entrare nell'ospedale che è già sano: e non tanto per le medicine quanto per l'onestà e l'ordine.

Atto terzo, scena quinta. Su, ci dicano le loro ragioni. Gli uomini che giudicano e che condannano proclamano la pena di morte necessaria, prima di tutto: perché è importante scindere dalla comunità sociale un membro che le ha già nuociuto e che potrebbe nuocere ancora.

Si trattasse soltanto di questo, il carcere a vita basterebbe. Perché la morte? Fate meglio la guardia; e, se non avete fiducia nella solidità delle sbarre di ferro, come osate tenere un serraglio?

Niente carnefici dove bastano i carcerieri. Ma, mi si risponde, la società deve vendicarsi, la società deve punire. Né l'una né l'altra: vendicarsi e un atto dell'uomo, punire appartiene a Dio. La società sta tra i due. Victor Hugo, Contro la pena di morte, , ed. Corsera, Signori, si tagliano troppe teste in un anno in Francia. Poiché siete sulla strada di fare economia, fatene un po' in questo campo; poiché siete in vena di soppressioni, sopprimete il carnefice; con lo stipendio di ottanta carnefici pagherete seicento maestri.

Victor Hugo, Claude Gueux, , ed. Guy de Maupassant, Pierre e Jean, Einaudi, che gran bel libro! E' inutile cercare fra la letteratura contemporanea o recente qualcosa di scritto meglio O un giardino piantato con il nostro sudore. Qualchecosa insomma che la nostra mano abbia toccato in modo che la nostra anima abbia dove andare quando moriamo, e quando la gente guarderà l'albero o il fiore che abbiamo piantato, noi saremo là. La differenza tra l'uomo che si limita a tosare un prato e un vero giardiniere sta nel tocco, diceva.

Quello che sega il fieno poteva anche non esserci stato, su quel prato; ma il vero giardiniere vi resterà per tutta una vita. E mi diceva anche: -Riempiti gli occhi di meraviglie, vivi come dovessi cadere morto fra dieci secondi!

Guarda il mondo: è più fantastico di qualunque sogno studiato e prodotto dalle più potenti fabbriche. Non chiedere garanzia, non chiedere sicurezza economica, un siffatto animale non è mai esistito: e se ci fosse sarebbe, imparentato con il pesante bradipo che se sta attaccato alla rovescia al ramo di un albero per tutto il santo giorno, ogni giorno, passando l'intera vita a dormire.

Al diavolo -diceva il nonno- squassa l'albero e fa che il pesante bradipo precipiti al suolo e batta per prima cosa il culo-. Tu non sei nulla. Abbiamo continuato come se nulla fosse ad insultare i morti. Abbiamo continuato a sputare sulle tombe di tutti i poveri morti prima di noi.

Conosceremo una gran quantità di persone sole e dolenti, nei prossimi giorni, nei mesi e negli anni a venire. E quando ci domanderanno cosa stiamo facendo, tu potrai rispondere loro : Ricordiamo. Ecco dove alla lunga avremo vinto noi. E verrà un giorno in cui saremo in grado di ricordare una gran quantità di cose che potremo costruire la più grande scavatrice meccanica della storia e scavare, in tal modo, la più grande fossa di tutti i tempi, nella quale sotterrare la guerra.

Vieni, ora. Per prima cosa provvederemo a costruire una fabbrica di specchi, perché dovremo produrre soltanto specchi per almeno un anno, tutti specchi, dove ci converrà guardare, lungamente-.

Ray Bradbury, Fahrenheit , Ed. Sanpaolo, davvero strabiliante e profetico questo Autore di fantascienza genere che non amo assolutamente in quanto nel ha scritto quest'Opera, ripeto profetica, circa la fine della civiltà americana, e per converso, della nostra. In una civiltà ipotizzata nel assolutamente moderna ad un livello neanche oggi raggiunto il governo ha deciso di distruggere tutti i libri, cioé tutto il sapere, ovunque essi si trovino.

Ed allora quelli che prima erano stati i pompieri, cioé spegnitori di incendi, vengono dotati di attrezzature àtte a bruciare qualsiasi cosa che odori di cultura. Non mi è assolutamente piaciuto tutto l'evolversi del racconto, in quanto troppo trucido e crudele, ma ho voluto continuare la lettura per vederne il drammatico epilogo. Non a caso una gran bella trasmissione di RadioRai3 del pomeriggio porta questo titolo.

Il motore della Resistenza era l'indignazione. Noi, veterani dei movimenti di Resistenza e delle forze combattenti della Francia Libera, ci appelliamo alle nuove generazioni perché mantengano in vita e tramandino l'eredità e gli ideali della Resistenza. Diciamo loro: ora tocca a voi, indignatevi! I responsabili politici, economici, intellettuali e la società non devono abdicare, né lasciarsi intimidire dalla dittatura dei mercati finanziari che minaccia la pace e la democrazia.

Il mio augurio a tutti voi, a ciascuno di voi, è che abbiate un motivo per indignarvi.

E' fondamentale. Quando qualcosa ci indigna come a me ha indignato il nazismo, allora diventiamo militanti, forti e impegnati. Si sono lasciati guidare dalle loro paure. Certo, l'esperienza di un vegliardo come me, nato nel , è ben diversa da quella dei giovani di oggi. Chi comanda, chi decide? Non è sempre facile distinguere fra le tante correnti che ci governano. Non abbiamo più a che fare con una piccola élite della quale comprendiamo chiaramente gli intrighi Ma in questo nostro mondo esistono cose intollerabili.

Per accorgersene occore affinaro lo sguardo, scavare.

Ai giovani io dico: cercate e troverete. Stéphane Hessel, Indignatevi! Un 93enne sarà costretto a scrivere un breve testo al massimo un articolo!

Acqua, Cascata, La grande savana, Palma, Canaima

Esprime succintamente le varie motivazione per le quali i giovani devono indignarsi, devono riappropiarsi del proprio futuro. Ed è stato forse l'antesignano delle recenti ribellioni giovanili in Spagna ed in Grecia: chissà quando i nostri mollaccioni si svegliano. Manca un qualche pensatore che a proprie spese diffonda questo testo in milioni di copie: ma già, come la mettiamo con i diritti di autore?

In allegato c'è la Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo: anche questo testo è prezioso e misconosciuto. Mondadori, che gran bel libro! Il Gratteri è un magistrato del pool contro la 'drangheta che risponde a tutta una serie di domande molto pertinenti del Nicaso.

Esprime un pensiero forte, una concezione ben radicata del senso dello Stato, una lucidità davvero sorprendente. Ed è una fortuna che vi siano ancora teste pensanti che non abbiano confuso il futuro. Ma, osserva l'Inquisitore, che cosa è preferibile? Una concezione elitaria ed irresponsabile nei riguardi dei più deboli come quella di Cristo oppure questo lavoro di gestione e controllo del potere, che permette agli uomini di non aprire mai gli occhi, di rimanere bambini e che li fa vivere e morire cullati dalle menzogne, che gli presentano un quadro della vita terrena e di quella successiva tale da dar loro la pace?

Il potere della Chiesa nasce quindi dalla scelta di aver colmato la distanza fra la predicazione di Cristo e la realtà concreta degli uomini. Alla base di quel potere sta una concezione spietata e pessimistica della natura degli uomini: essi vogliono essere liberati dalla loro libertà, vogliono essere rassicurati, e sottomessi alla forza dirompente del miracolo, del mistero e dell'autorità. Puntare su una fede forte e libera significa puntare su un'esigua minoranza lasciando tutti gli altri in balia di se stessi.

Sta nel fatto che egli crede che la verità dell'uomo risieda soprattutto nella sua perenne ed insanabile immaturità. E questo gli era apparso ripugnante. Certo, si potrebbe pensare che quella dell'Inquisitore sia un'abile menzogna che nasconde una scelta tutt'altro che nobile: meglio essere primo fra gli uomini che l'ultimo fra i Santi o soltanto uno di essi.

Ma noi, come Montaigne, M. Molto più che di esempi irraggiungibili e alteri, essi hanno bisogno doi protezioni, di sottomissioni e di genuflessioni. Quanto più il potere saprà lavorare su queste debolezze, quanto più saprà usarle a suo favore, tanto più riuscirà ad interrompere le comunicazioni fra i migliori e tutti gli altri, tanto più riuscirà ad avvelenare i pozzi, lasciando gli eletti senza eserciti e arruolando la grande maggioranza degli uomini alle proprie dipendenze.

Il suo comportamento è qualcosa di più complesso di un tradimento o di un'abiura, è la percezione di un fianco del. Ci permettiamo quindi di concludere con una raccomandazione: sarebbe sbagliato demonizzare la figura del Grande Inquisitore, anche se è lui stesso, in un passaggio del suo discorso, a sollevare il sospetto di rappresentare lo strumento attraverso cui Satana è riuscito ad impadronirsi della Chiesa.

In che senso la sua conoscenza e il suo studio possono aiutare a tenerci lontano dall'abisso? Levi lo ribadisce a più riprese: il carattere insieme singolare e paradigmatico del Lager sta nel fatto che al suo interno non era possibile alcuna forma di resistenza, che qualsiasi ostacolo all'esercizio totale del potere era liquidato preventivamente, in modo immediato e brutale.

Infatti nel Lager, proprio comme accade negli esperimenti di fisica, nei quali lo scienziato crea il vuoto, facendo scomparire ad esempio l'aria per osservare per osservare il comportamento dei corpi, l'oppressore, annullando tutte le fonti di disturbo e tutte le forme di resistenza, rende osservabili con grande nitore i meccanismi che governano la fisica del potere.

La purezza sperimentale, il carattere paradigmatico ed esemplare del Lager, discende dal fatto che al suo interno non esiste la dignità, quel sentimento di rispetto per l'essere umano, che da ostacolo all'esercizio incontrollato del potere ed è all'origine dell'attrito di ogni resistenza. E' per questa ragione che Levi si sofferma con particolare attenzione sui rituali di ingresso, sul momento in cui il deportato entra all'interno del sistema del Lager.

La brutalità di quei rituali ha una funzione precisa, mira a fare in modo che la dignità umana non penetri nel campo, che essa venga lasciata all'ingresso e rimossa dalla memoria dei deportati. All'uomo autonomo, capace di autogoverno e protagonista della sfera pubblica, si contrappone il circuito più semplice e lineare del consumatore, che si muove nella sfera limitata della comparazione tra le diverse merci e ha come unico programma quello dell'accrescimento del proprio benessere privato. E i mezzi possono essere i più diversi: se nella Leggenda il Grande Inquisitore esalta il miracolo, il mistero e l'autorità, oggi offrirebbe anche e soprattutto i consumi, il piccolo divismo dei mediocri, il narcisismo amorale dei reality, ecc.

In altri termini: la virtù è direttamente proprorzionale alla tentazione che si deve combattere e respingere, e nella società esistono diverse gradazioni di esposizione alle tentazioni.

Franco Cassano, L'umiltà del male, ed Anticorpi Laterza, davvero bello e ben fatto questo libro, di estrema chiarezza ed incisione, scritto anche bene.

Parte dall'esame e da una intelligente lettura de I fratelli Karamazow di Dostoevskij, innesta lo studio de I sommersi e i salvati di Primo Levi per poi integrarli in un ragionamento conclusivo davvero lucido. Intanto la prima cosa da fare è rileggere i due Autori e poi, magari, rileggere questo davvero prezioso testo. Grande anche il messaggio civile qui lanciato. Ma è difficile accettare che sia il troppo amore per la patria il motivo della reazione all'unisono dei miei amici.

Quello della Lega è un progetto populista, basato sull'ineguaglianza e la discriminazione, elementi che finiranno per danneggiare sia i fautori sia le vittime. Le bombe lanciate dagli attentatori uccisero sette persone ma Graziani, benché ferito, sopravvisse. Abitazioni vennero date alle fiamme, la popolazione locale fu uccisa a colpi di baionetta, furono ordinate fucilazioni di massa.

Come sempre accade, le stime dei morti sono assai discrepanti, fra il e i nella sola capitale. Si tratta di violazione dei diritti umani di cui nessuno fu mai chiamato a render conto. Il 21 maggio i monaci, circa in tutto, furono fucilati su ordine di Graziani. I primi due sono di carattere strutturale e di lungo termine, gli altri due più immediati, di carattere congiunturale, individuale e politico. Naturalmente non attribuisco a nessuno di essi valore di tara, non li tratto cioè come componenti irremovibili o permanenti.

Fino a pochissimi tempo fa qualunque tentativo di paragonare i due regimi -quello di Mussolini e quello di Berlusconi- veniva accolto in Italia, ma non all'estero, da cori di proteste, addirittura irriso, dagli accademici e dai giornalisti dell'establishment Ma devono esserci dei limiti, e chiari, a questa apparentemente infinita arrendevolezza.

L'ultimo interrogativo di questo libro è quindi: chi salverà l'Italia, ammesso che qualcuno voglia farlo, e con che mezzi? Paul Ginsborg, Salviamo l'Italia, ed. Traccia un parallelo fra il Risorgimento ed i tempi correnti citando a più riprese i vari Cattaneo, Foscolo, Leopardi, Simonde de Sismondi riuscendo a legare i concetti. Comunque molto interessante.

La poesia in virtù della quale il noioso inventario delle navi enumerate nella sua Iliade dal vecchio Omero è visitato da un vento che le spinge a navigare con la loro rapidità atemporale e visionaria. La poesia che sostiene, con la delicata impalcatura delle terzine di Dante, tutto l'edificio denso e colossale del Medioevo.

La poesia che con tanta miracolosa totalità riscatta la nostra America nelle Alture di Machu Picchu di Pablo Neruda, il grande, il più grande, e in cui distillano la loro millenaria tristezza i nostri migliori sogni senza uscita.

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La poesia, insomma, quell'energia segreta della vita quotidiana che fa cuocere i ceci in cucina e contagia l'amore e ripete le immagini negli specchi. In ogni riga che scrivo cerco sempre, con maggior o minore fortuna, di invocare gli spiriti schivi della poesia, e tento di lasciare in ogni parola la testimonianza della mia devozione per le sue virtù divinatorie e per la sua permanente vittoria contro i sordi poteri della morte. Il premio che ho appena ricevuto lo considero, in tutta umiltà, come la consolante rivelazione che il mio tentativo non è stato vano.

Molte grazie. Credo che le vite di tutti noi saranno migliori se ciascuno di voi portasse sempre nello zaino un libro. A dodici anni fui sul punto di essere investito da una bicicletta. Il ciclista cadde a terra. Oggi sappiamo che anche i Maya lo conoscevano nei tempo di Cristo, e con tanto rigore da avere un dio speciale per le parole. Sire, disse Sherazad il giorno dopo, a circa venti giorni di navigazione dalle coste persiane, sorge in mare aperto un'isola chiamata Isola dei Figli di Khaledan.

Quest'isola è divisa in diverse grandi province, tutte considerevoli per città fiorenti e molto popolose, che formano un potentissimo regno. Un tempo era governata da un re di nome Shahzaman, che aveva quattro mogli legittime, tutte e quattro figlie di re, e sessanta concubine. Shahzaman si considerava il re più fortunato della terra, per la tranquillità e la prosperità del suo regno. Non sapeva a che cosa attribuire questa sterilità; e, nella sua afflizione, considerava come la più grande disgrazia che gli potesse capitare quella di morire senza lasciare un successore del suo sangue.

Voi avete dei sudditi che si fanno un dovere particolare di onorarlo, servirlo e vivere duramente per amore suo: il mio parere sarebbe che Vostra Maestà facesse loro delle elemosine e li esortasse ad unire le loro preghiere alle vostre. Forse tra tutti ci sarà qualcuno abbastanza puro e abbastanza amato da Dio, da ottenere che Egli esaudisca i vostri voti-. Antoine Galland, Le mille e una notte, ed. De Agostini, L' Autore, nato nel , rimasto orfano, fu chiamato dall'Ambasciatore a Costantinopoli, in forza degli studi che aveva compiuto in tutte le lingue orientali.

Finirà la carriera al Collège de France. Sono belle e davvero variegate: testimoniano una grande cultura di quei popoli, una concentrazione di interesse per il sesso, nonostante i noti accorgimenti per rendere inespugnabili gli harem.

A volte sono prolisse e ripetitive ma la funzione era proprio quella educativa, un po' come avvenne per la Bibbia in ambito ebraico. Il brano riportato fa parte di un lungo racconto ricco di capovolgimenti, invenzioni, avvenimenti degni forse del miglior Pirandello. Belle, molte belle queste favole Lo stile mi ricorda certi miei scritti all'epoca della scuola, ma la cosa non era gradita ai prof.

Giovanni Delfino che per inciso ha fatto un bel sito su un poeta piemontese www.

Sergio Gilardino che di piemontese se ne intende, eccome. Rispetto all'amore o alla politica, che sconvolgono l'animo anziché confortarlo, l'amicizia sortisce un effetto del tutto tranquillizzante, in quanto essa, nella sua forma più alta, è -come aveva insegnato Aristotele- un rapporto fondamentalmente disinteressato, che instauriamo non in vista di secondi fini, ma per se stesso, per il piacere di coltivarlo. Il vero rapporto amicale, infatti, pur nascendo in vista di un utile, si trasforma poi in un rapporto fine a se stesso, intrattenuto in maniera pura e disinteressata: per questa via, l'amicizia, che per Platone era uno strumento per costruire uno Stato più solido, si riveste in Epicuro del valore di fine ultimo e di bene superiore ad ogni altro.

Si potrebbe tuttavia obiettare che nell'ottica di Epicuro si è in cerca di un amico al solo scopo di ottenere la propria felicità e che pertanto l'amicizia non è intesa come un fine in senso autentico, ma piuttosto come il più alto mezzo per raggiungere la felicità del singolo, il quale resta dunque al vertice del sistema epicureo, avvalorando le accise di individualismo.

Aristotele in Etica Nicomachea scrive:. Etica Nicomachea, V, B. Quando Voltaire dirà che l'unico dovere dell'uomo è essere felice, non farà altro che recuperare, più o meno consapevolmente, l'etica epicurea. E le leggi, in questa prospettiva, non sono altro che vie istituzionalizzate per accostarsi alla felicità: promuovendo l'utile, esse non fanno che indicarci la via per essere il più felice possibile, ancorché la vera felicità sia raggiungibile esclusivamente all'interno di una piccola comunità di amici, intimi e sinceri, che non si lasciano distrarre da quell'inquietante ginepraio che è la politica.

Il severo quanto sbrigativo giudizio che sull'individualismo di Epicuro esprime Lattanzio -non esiste alcuna società umana: ognuno bada a se stesso- che racchiude in sé lo spirito di una tradizione secolare, oltre a non trovare conferma nei testi epicurei, ne tradisce clamorosamente le intenzioni, facendo surrettiziamente dell'epicureismo una banale proposizione del modus vivendi cinico. Ma non appena quegli si accinge a dimostrare il contrario, -che gli dèi si preoccupano di noi-, in quali errori e intrighi spinosi non dovrà cadere il misero, affatto da sé, senza astuzia da parte dell'interlocutore?

Costi deve solo avere abbastanza umanità e finezza per nascondere la sua compassione per questo spettacolo. Diego Fusaro. La farmacia di Epicuro, ed. Intanto che Epicuro ha iniziato la Scuola del Giardino nel a. Quindi tutte le leggende sull'epicureismo sono solo tali. Infatti nega una qualsiasi visione trascendente, la funzione della politica, a volte addirittura deleteria ma propugna il culto dell'amicizia e dell'individualismo.

L'uomo che sa applicare questo quadruplice farmaco acquista pace dello spirito, serenità e dunque felicità. Gabriel Garcia Marquez, Racconto di un naufrago, ed. Ma questo scritto di un Marquez 27enne, cioè di un giornalista alle prime armi, non ha il voli fantasioni e pindarici del miglior autore che molto apprezzo ed amo. Gabriel Garcia Marquez, L'autunno del patriarca, ed Feltrinelli, ce l'ho messa tutta ma non son riuscito a leggere questo testo: ho capito dalla presentazione che qui l'autore ha lanciato una sfida al mondo letterario non usando la sintassi, la punteggiatura.

Per fortuna non ha continuato su questa strada, perché si sarebbe fermato immediatamente e per sempre.

Andrea Camilleri, La mossa del cavallo, ed. Rizzoli, deve essere un gran bel libro questo: peccato che sia scritto in siciliano stretto, davvero incomprensibile. La vicenda risale al , è ambientata a Vigàta e narra di un prete che amava sollazzarsi con vedove e pie donne: ad un certo punto viene ucciso. Ma già dall'incipit si dice chiaramente che l'assassino è un suo cugino che, una dopo l'altra, perde.

Ma viene incolpato un integerrimo funzionario dello Stato fin troppo solerte nel suo lavoro cui si attribuisce una contesa con il prete circa la vedova che gli affitta una casa. Deve essere molto bello, ma non l'ho letto sino alla fine No, l'ho finito, davvero bello, ben congegnato: peccato che abbia perso la finezza dei dialoghoi e delle considerazioni in lingua sicula. Andrea Camilleri — Carlo Lucarelli, Acqua in bocca, ed. Minimum Fax, davvero bella questa leggera narrazione: per certi versi iperbolica perché non si capisce il motivo per cui il dinamico Commissario debba andare a cercare grane non sue, con il rischio di imputazione di omicidio.

Comunque è scritto molto bene, una volta iniziato bisogna finirlo senza indugio. Philip Roth, La controvita, ed. Einaudi, , scritto nel quando non c'era ancora, forse, la emodinamica Non l'ho letto tutto perché mi è bastato il primo capitolo per capire che la vicenda si sarebbe svolta nel torbido.


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