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Impianti di depurazione delle acque di scarico

Posted on Author Fenrijar Posted in Software

  1. Depuratori acque reflue
  2. Depurazione delle acque di scarico
  3. La depurazione delle acque reflue
  4. ARPA Lombardia - Agenzia Regionale per la Protezione dell'Ambiente

Il trattamento delle acque reflue, nell'ingegneria ambientale e chimica, indica il processo di rimozione dei contaminanti da un'acqua reflua di origine urbana o industriale, ovvero di un effluente che è stato contaminato da inquinanti organici e/o. Le acque reflue vengono raccolte dalle singole reti fognarie e convogliate Come primo trattamento all'interno di un impianto di depurazione troviamo la Nella dissabbiatura disoleatura (3) avviene la separazione delle sabbie per. Negli impianti di depurazione tradizionali, a servizio di uno o più le acque reflue urbane o scarichi civili: comprendono le. La depurazione delle acque reflue avviene attraverso diverse fasi, durante le quali vengono eliminate le sostanze tossiche dai rifiuti liquidi, trasformando il tutto in.

Nome: impianti di depurazione delle acque di scarico
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Il ciclo depurativo è costituito da una combinazione di più processi di natura chimica, fisica e biologica. Le tecniche relative sono in effetti le stesse applicate nel campo dei trattamenti tradizionali delle acque potabili abbattimento della torbidità, addolcimento … …. Essi sono degli impianti chimico fisici in monoblocco realizzati in acciaio al carbonio con trattamento interno in epossicatrame ed esterno con fondo epossidico e vernice a finire al cloro caucciù.

Essi sono degli impianti biologici realizzati con vasche monolitiche certificate in Cemento Armato Autocompattante SCC ed adottano un processo depurativo di tipo biologico a fanghi attivi a massa adesa ad areazione prolungata, preceduto da trattamenti di dissabbiatura e disoleazione.

In particolare la formazione del biofilm è dovuta principalmente alla crescita delle cellule microbiche e alla produzione di polimeri extracellulari in genere è trascurabile il contributo della massa in sospensione che attecchisce al supporto stesso. In particolare questo accade per diversi motivi: predazione da parte di organismi quali protozoi o metazoi, forze di taglio indotte dal flusso di acqua tangenziale al film, abrasione dovuta agli urti reciproci cui sono sottoposti i supporti dove è presente la pellicola nei processi a letto mobile , distacco spontaneo o collassamento quando nelle zone profonde del biofilm si realizzano condizioni limitanti di ossigeno e di substrati.

A volte la disoleazione ha lo scopo di recuperare gli oli e i grassi presenti nei reflui al fine del loro riutilizzo.

Negli impianti ordinari le modeste quantità di grassi e oli vengono in massima parte trattenuti dai paraschiume che si dispongono all'entrata delle vasche di sedimentazione primaria, donde vengono poi di tanto in tanto rimosse insieme con altre materie leggere solide, che hanno accidentalmente attraversato i precedenti pretrattamenti, mediante schiumarole. Il trattamento di disoleazione si fonda sul minor peso specifico dei grassi e oli rispetto all'acqua, che ne consente la risalita in superficie.

La disoleazione avviene in bacini aperti a sezione rettangolare o trapezia rovescia.

Dal fondo delle vasche viene insufflata aria compressa, tramite diffusori porosi. L'aria insufflata forma una specie di emulsione con le sostanze grasse presenti nei liquami favorendo il loro allontanamento in superficie.

Depuratori acque reflue

I grassi emulsionati sospinti verso l'estremità della vasca, vengono eliminati manualmente piccoli impianti o con dispositivi meccanici, scaricandoli a intervalli in apposito pozzetto di raccolta. Con la disoleazione il liquame subisce anche una pre-aerazione. In questo caso il liquame viene fatto confluire in una vasca, in calcestruzzo armato , di capacità tale da garantire lo smorzamento dei picchi idraulici e di carico organico.

Tale vasca viene posta a valle di tutti gli altri pretrattamenti poiché questi non risentono in maniera sensibile della variabilità sia del carico idraulico sia di quello organico. La vasca di accumulo è dimensionata per garantire al liquame un idoneo tempo di residenza. Durante lo stazionamento nella vasca il refluo subisce un energico trattamento di agitazione, che garantisce l'omogeneizzazione del liquame, e di aerazione, per impedire l'instaurarsi di condizioni settiche.

Le vasche di equalizzazione e omogeneizzazione possono essere collocate: lungo la linea di flusso dei reflui e quindi alimentate con l'intera portata da trattare; fuori linea in modo da ricevere, solo l'aliquota eccedente la portata massima trattabile dall'impianto.

Depurazione delle acque di scarico

In questo caso lungo la linea di flusso dei liquami viene posto uno sfioratore opportunamente dimensionato. Quasi sempre in tutte e due i casi è necessario il sollevamento, mediante pompe, dei liquami accumulati verso le successive fasi di trattamento. Vasca di sedimentazione. Schema di una vasca di decantazione a pianta circolare. Poiché in questa fase viene trattato un materiale di tipo granuloso, cioè la particella sedimenta senza interferire con le altre particelle, la velocità di sedimentazione del materiale obbedisce con discreta approssimazione alla Legge di Stokes e alla teoria di Hazen.

Le vasche di sedimentazione sono di regola poco profonde e comunque non meno di 1,80 m per evitare che il vento possa sollevare i fanghi già depositati.

La depurazione delle acque reflue

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Anche in questo caso sono necessari sistemi di contenimento delle acque meteoriche argini perimetrali attorno ai letti. Depurazione con filtrazione per adsorbimento In questa tipologia di depurazione gli scarichi industriali vengono fatti passare attraverso filtri pieni di un carbone vegetale organico denominato carbone attivo. Questo materiale, dalla granulometria di millimetri circa, è estremamente poroso con un enorme superficie in rapporto al volume.

Quando il carbone non è più in grado di trattenere adeguatamente gli inquinanti si dice esaurito. Viene quindi inviato in appositi stabilimenti dove è rigenerato mediante lavaggio con vapore surriscaldato ad alta pressione.

ARPA Lombardia - Agenzia Regionale per la Protezione dell'Ambiente

Il carbone è quindi quasi completamente riutilizzato mentre gli inquinanti estratti e concentrati sono trattati da ditte specializzate in impianti specifici: è un sistema di trattamento tipico di ditte chimiche, farmaceutiche, vernici, petrolchimiche ecc. Di seguito si riporta uno schema base di impianto di trattamento dei reflui tramite utilizzo di carboni attivi.

Alcune di queste resine possono essere recuperate mediante lavaggi con appositi prodotti processo di rigenerazione. In altri casi, dipendenti dalla tipologia, tossicità, pregio del materiale da recuperare, la resina viene smaltita essa stessa come materiale di rifiuto, mediante infustaggio, cementificazione, vetrificazione ecc.

È un trattamento tipico per industrie di meccanica di precisione, oreficerie, galvaniche particolari ecc. Impianti di depurazione biologici Alcune aziende operanti nel settore della trasformazione di prodotti alimentari, generano scarichi per certi versi simili a quelli prodotti da un insediamento civile.


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