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Nassirya non dimenticare scaricare

Posted on Author Takree Posted in Software

  1. 'Per non dimenticare Nassiriya', concerto della 'Taurinense' a Segrate
  2. 15 anni fa la Strage di Nassirya
  3. Nassiriya per non dimenticare film download
  4. ABBONATI 1 EURO AL MESE!

Nassirya - Per non dimenticare è una miniserie televisiva in 2 puntate prodotta dalla Taodue Crea un libro · Scarica come PDF · Versione stampabile. Nassirya, ricordare per non dimenticare. E' stato detto che solo il ricordo non cancella la memoria, parole importanti che calzano a pennello. Compra Nassirya - Per non dimenticare. SPEDIZIONE Sinossi. Un gruppo di carabinieri viene mandato a Nassiriya per svolgere un'azione di peace keeping. Locandina Nassiryia - per non dimenticare. Un gruppo di Carabinieri viene mandato a Nassirya, in Irak, per svolgere una missione di pace. Dopo un duro lavoro.

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Welcome back Mentre ero via About oer the policeman Marras and his colleagues in the Italian security police chased the resurrected Red Brigades which committed two attended political killings in and Marasciallo Sergio Spinozzi Raffaele Vannoli You must be a registered user to use the IMDb rating plugin. Edit Cast Credited cast: Dmienticare — Per non dimenticare TV Movie Passante iraqueno Gioia Spaziani A truck full of high power explosive break into the headquarters just the day before the shift change.

It has not importance what that group of brave and Add the first question. It has not importance what nob group of brave and professional soldiers and civilians did to help the local population, the Al Qaeda supporters had already take their decision.

Le nomine dei senatori a vita spettano al presidente della Repubblica. Torniamo alle elezioni, all'ultima campagna elettorale. So che a un certo punto l'ha seguita assai da vicino.

Sono in corso degli accertamenti di rito intesi ad individuare la natura dell'ordigno, l'origine dell'esplosione e gli eventuali responsabili. Corrado Dalzini, comandante del Contingente italiano in Iraq, ha presenziato quest'oggi alla distribuzione di aiuti umanitari effettuata dal CIMIC, Cooperazione civile militare, a favore degli abitanti di Al Husseinat, villaggio situato ad est di Nasiriyah.

Ottima e stata l'accoglienza da parte degli abitanti di Al Husseinat, il cui sceicco, assieme agli anziani del villaggio, ha accolto calorosamente il Brig. Dalzini ed i suoi uomini, rivolgendo loro parole di stima ed apprezzamento per le importanti azioni umanitarie condotte nella provincia di Dhi Qar. Lo sceicco si e rammaricato per quanto accaduto il giorno precedente, quando un convoglio del CIMIC e stato attaccato in un'altra zona della provincia, ed ha stigmatizzato questo genere di violenze, affermando che i pochi abitanti di Al Husseinat che condividevano il pensiero di Muqtada al Sadr si sono dissociati da tale linea.

Un atteggiamento, questo, assai apprezzato dal Brig. Dalzini, che ha a sua volta ribadito l'importanza del buon rapporto tra il Contingente italiano e la popolazione locale. La distribuzione di aiuti umanitari ha visto la consegna agli abitanti del villaggio di 50 kit per la potabilizzazione dell'acqua, di capi di abbigliamento e, tramite la Croce Rossa Italiana, confezioni di prodotti per l'igiene personale.

Assai apprezzate dai bambini sono state le magliette con la scritta "Italia", giunte dal CONI attraverso il Ministero per gli affari esteri, e che sono state subito esibite dai più piccini con evidente orgoglio. Tre iracheni sorpresi da un pattuglia di lagunari, sono fuggiti su un'auto dalla quale hanno sparato colpi di armi da fuoco contro i soldati italiani i quali non hanno risposto al fuoco.

I tre miliziani hanno abbandonato un kalashnikov e le munizioni fuggendo poi in auto dalla quale hanno sparato colpi di armi da fuoco contro i lagunari. I tre miliziani vistosi individuati hanno abbandonato un fucile automatico AK-47 con relativo munizionamento, allontanandosi precipitosamente su una auto bianca da cui, nell'intento di coprirsi la fuga, hanno esploso alcuni colpi contro la pattuglia dei Lagunari.

Nel corso del loro intervento i militari italiani non hanno risposto al fuoco a causa dell' incerta provenienza del tiro ostile. Subito dopo la pattuglia della Italian Joint Task Force ha portato a termine un rastrellamento dell'area recuperando l'arma abbandonata ed il relativo munizionamento.

Non ci sono stati danni a personale e a mezzi. L'attività si e' conclusa alle ore 02. Subito è scattata l'emergenza sanitaria e l'uomo è stato indirizzato all'ospedale della città, dove ai due piccoli è stato inoculato il siero antivipera, evitando cosi conseguenze che sarebbero potute essere letali. Grazie all'attività del Cimic Group Civil military cooperation, appena il giorno prima l'ospedale della città capoluogo della provincia di Dhi Qar era stato rifornito di un quantitativo di siero antivipera ed antiscorpione sufficiente a coprire il fabbisogno medio di un anno e mezzo, assieme a 90 colli di materiale analgesico, antibiotico ed antinfiammatorio a cura della Croce Rossa Italiana.

Provvidenziale e tempestivo è stato quindi l'intervento dei militari del Contingente italiano a Nasiriyah, considerando che a Nasiriyah i sieri antivipera ed antiscorpione sono tanto richiesti quanto di difficile reperibilità.

Il Primo Caporal Maggiore Vanzan era stato sottoposto ad intervento chirurgico ma le ferite riportate ne hanno causato il decesso alle 4,35 ora irachena 2,35 ora italiana. Con il Primo Caporal Maggiore sono rimasti coinvolti nella deflagrazione anche altri due Lagunari, che hanno riportato ferite che non destano preoccupazione. I due sono già stati rimpatriati.

Matteo Vanzan era nato a Dolo 23 anni fa e viveva a Camponogara in provincia di Venezia. I Messaggi di Cordoglio giunti al sito.

Le missioni effettuate dal Reparto soddisfano le esigenze operative e logistiche del Contingente Italiano in Iraq anche quando le condizioni meteo - ambientali tempeste di sabbia e tormente non sono favorevoli. Multinational Specialized Unit - Unità Multinazionale Specializzata in organico alla Italian Joint Task Force, hanno effettuato una irruzione all'interno di un'abitazione sita nel centro di An Nasiriyah.

A seguito dell'azione sono state sequestrate armi, munizioni e documenti. Si è trattato di una operazione investigativa finalizzata all'individuazione dei responsabili dei recenti atti terroristici condotti contro la sede della CPA Coalition Provisional Authority e contro personale del contingente italiano nella provincia di Dhi Qar. Diverse le armi ed il munizionamento sequestrato: 2 fucili AK 47 Kalashnikov 3 bombe a mano di cui una a frammentazione 2 candelotti di esplosivo 200 munizioni di vario calibro 1 spoletta per bomba a mano 1 artifizio esplodente del tipo "Flare surface trip" 32 micce per esplosivo.

Tutto il materiale è stato consegnato ai genieri italiani appartenenti ai nuclei E. La documentazione rinvenuta è, tuttora, al vaglio degli specialisti dei Carabinieri in loco. L'operazione di questa mattina è il risultato dell'incisiva azione condotta dai militari del contingente italiano intesa a dare un volto agli aggressori che, negli ultimi giorni, stanno tentando di rendere instabile la città di An Nasiriyah e la provincia.

Sono state infatti recapitate al Centro Sportivo per portatori di handicap di Suq Ash Shuyukh 14 sedie a rotelle, aiuti di vario genere e farmaci. La cittadina conta circa 50. Situata a 30 km sud-est da An Nasiriyah, la struttura si propone di prestare supporto e cure ai numerosi disabili ospitati senza tuttavia disporre di tutti i mezzi ed attrezzature necessari. Dell'individuazione del centro e della quantificazione del sostegno si è occupata la cellula CIMIC Cooperazione Civile e Militare del nostro contingente.

Il CIMIC opera in tutta la provincia di Dhi Gar e l'attività che svolge è mirata a favorire e cure ai numerosi disabili ospitati senza tuttavia disporre di tutti i mezzi ed attrezzature necessari. Il CIMIC opera in tutta la provincia di Dhi Gar e l'attività che svolge è mirata a favorire e disciplinare la distribuzione degli aiuti umanitari offerti dalle varie associazioni, siano esse governative e non, in funzione delle richieste, dei progetti di sviluppo e delle effettive necessità della popolazione.

Per la realizzazione dei numerosi progetti, ne sono stati ultimati più di 200 mentre altri 60 sono in itinere, c'è un enorme lavoro di contatti, verifiche di fattibilità, capacità di discernimento della differente tipologia di emergenza oltre ad un continuo interfacciarsi con la complessa realtà del posto tutt'altro che facile.

Questo è l'impegnativo lavoro che i nostri militari stanno portando avanti affinché possa a poco a poco svilupparsi un adeguato tessuto sociale in un'area, come quella sotto la responsabilità italiana, in cui i servizi sociali sono quasi inesistenti.

La visita di ieri è la concretizzazione di un altro importante progetto di aiuto: le sedie a rotelle insieme a generi alimentari e farmaci sono stati consegnati appunto al centro di Suq Ash Shuyukh.

Le prime in particolare consentiranno un più facile trasporto dei giovani paraplegici presso gli ambulatori per le visite, consentendo loro una certa loro autonomia di mobilità all'interno della struttura.

Dopo il taglio del nastro, a simboleggiare la restituzione del centro sanitario ai circa 15. Nel corso della visita il Vice Comandante ha incontrato le autorità locali intervenute alla cerimonia sottolineando la soddisfazione del contingente nel restituire una struttura funzionale, in grado di fornire assistenza sanitaria all'intera zona.

Medicinali e altro materiale indispensabile al suo funzionamento saranno al più presto approvvigionati.

Il personale militare si occupa infatti di reperire i fondi, di curare il progetto e verificare che i lavori siano svolti a regola d'arte e nei tempi previsti. In particolare questo progetto ha avuto inizio il 31 dicembre 2003 e terminato ieri ed è costato circa 32. La cerimonia di inaugurazione è stata inoltre l'occasione per distribuire confezioni di farmaci donati dalla Dott. L'impegno è rilevante anche in considerazione che ogni attività necessita di un accurata preparazione ed adeguata cornice di sicurezza nella considerazione del difficile contesto in cui il contingente italiano si trova ad operare.

L'ultima iniziativa in ordine di tempo è stata la consegna di 25 sedie a rotelle, 6 computer e diversi quintali di vestiario alla "Iraqi Women Association".

'Per non dimenticare Nassiriya', concerto della 'Taurinense' a Segrate

La consegna è avvenuta alla presenza del Comandante, Generale Chiarini, che segue con interesse questo tipo di attività. La Presidentessa dell'Associazione, signora Widad Kareem Abdul Rahman, è persona della massima fiducia e lei stessa ha tenuto a precisare la cura maniacale con cui il materiale ricevuto viene registrato e del resoconto di come e a chi viene poi distribuito.

Una dimostrazione di serietà e precisione apprezzata dal Generale Chiarini ma anche dall'Onorevole Emma Bonino che aveva avuto modo di conoscere la signora Widad Kareem durante la sua visita a Nasiriyah.

A tali iniziative si aggiungeranno ben presto un corso di inglese ed uno di informatica per le associate. Insomma, un segnale deciso della voglia di normalità con uno sguardo speranzoso al futuro. Vengono caricati sul vagone ferroviario che alle 09:30 partirà in direzione Bassora per addentrarsi nel cuore dell'area desertica dove sorgono due villaggi: Gabbeeshayah e Laqeet, rispettivamente 80 e 110 km da Nasiriyah in direzione sud-ovest.

Questi come altri villaggi sono difficilmente raggiungibili per dislocazione e per la rete viaria di difficile percorribilità. Queste considerazioni e l'urgenza di far arrivare al più resto i generi ai due capivillaggio hanno spinto il personale dell'Italian Joint Task Force a scegliere la via ferrata per portare aiuti umanitari ed assistenza medica in una zona mai toccata precedentemente da cicli umanitari.

Insieme al personale della Brigata "Ariete" anche una componente rumena e quattro infermiere volontarie della Croce Rossa Italiana capitanate dalla loro responsabile in teatro, Sorella Laura Tonetti. Parallelamente alla donazione di aiuti umanitari, tra cui 100 kit d'igiene famiglia in grado di soddisfare sei persone, è stata svolta attività di assistenza medica visitando un centinaio di persone.

In particolare i bambini hanno spesso malformazioni congenite dovute alla mancanza di una corretta alimentazione, mentre negli anziani sono stati riscontrati numerosi casi di congiuntivite batterica.

15 anni fa la Strage di Nassirya

Ai presenti ha indirizzato poche sentite parole: "è per me una forte emozione essere qui tra voi. Con oggi si conclude la mia permanenza nel teatro d'operazioni dopo la visita di ieri a Kabul e quella precedente sulla nave scirocco nel Mar Arabico.

Sono cosciente di quello che state facendo e del grande impegno quotidiano nel sostenere una missione di pace e di ricostruzione difficile.

Sono orgoglioso di essere il vostro Comandante perché con il vostro impegno e spirito di sacrificio state gettando le basi di sicurezza e stabilità per il popolo iracheno. L'ITJTF e' infatti una delle tre brigate le altre sono una olandese ed una inglese che compongono la divisione a guida inglese. L'unità dispone di oltre 13. Le forze della coalizione sono attualmente fornite da 36 paesi di tutti i continenti ed altri 16 hanno offerto il contributo di propri soldati.

Prima di partire per l'Italia l'Ammiraglio Di Paola ha voluto visitare la città di An Nasiriyah sostando sul luogo dell'attentato del 12 novembre dello scorso anno. La rappresentante dell'associazione Dott. L'Istituto agrario è uno dei più importanti della provincia e la speranza, come ha sottolineato il Brigadier Generale Roberto Ranucci Vice Comandante del contingente italiano, è che il nuovo mezzo possa segnare l'inizio dello sviluppo di un settore vitale per l'economia della regione.

La struttura che ha beneficiato di questo gesto di solidarietà appartiene alla provincia di Dhi Gar, area di responsabilità dell'IJTFI, ed è a circa 40 chilometri a nord di An Nasiriyah. Qui l'agricoltura è ancora allo stato embrionale: la coltivazione dei campi è appena accennata e per lo più sviluppata solo nelle poche oasi sparse nella pianura della Mesopotania. La terra è ricca di sale e l'area paludosa comprende grosse "marcite": tipici acquitrini salmastri che costringono a sottoporre il terreno a continua lavorazione.

Questo primo pacchetto di aiuti fà parte di un più ampio progetto della cellula CIMIC allo scopo di favorire il settore agricolo aiutandolo nel processo di meccanizzazione. L'iniziativa in particolare consentirà agli studenti del villaggio di apprendere ed applicare più moderne tecniche di lavorazione. La cerimonia è iniziata alle ore 17. Da poco tempo il comando brigata dell'Italian Joint Task Force si è trasferito nel nuovo campo da "White Horse", dove le forze italiane dell'Operazione "Antica Babilonia" si erano insediate fin dall'inizio della missione nel luglio del 2003.

Alla cerimonia ha partecipato una rappresentanza di tutte le task force dipendenti dalla Brigata "Ariete", dell'M.

Mittica, ha reso gli onori al Tenente Generale Salvatore Carrara, consigliere militare della delegazione speciale diplomatica, che ha presieduto la cerimonia.

Il Comandante dell'Italian Joint Task Force Brigadier Generale Gian Marco Chiarini ha citato il Maggiore del ruolo d'onore Pietro Mittica ricordando come si sia è distinto per l'audacia e le eroiche gesta che lo portarono a salvare un suo superiore in eventi bellici e di quanto fosse legato alla Brigata Ariete nella quale identificava la patria. Non c'era modo migliore di onorarlo che intitolandogli questo campo. Il materiale trovato ha un elevato potenziale di pericolosità.

L'arsenale è stato scoperto nei pressi di alcune abitazioni abbandonate vicino all'aeroporto di Jalibah e comprendeva tra l'altro 20 RPG armi controcarro, oltre 400 razzi di varia tipologia e più di 40 cariche di lancio per PG7 in perfette condizioni. A curare integralmente l'attività di rilievo tecnico, dalla redazione del progetto ai contatti con le ditte locali che hanno partecipato alla gara di aggiudicazione è stata la componente del Genio Campale, guidata dal Tenente Garn Francesco Gravina.

L'esecuzione del progetto è stata affidata ad una ditta irachena che ha già ricostruito non solo le mura portanti, ma ha gettato nuove fondamenta per l'intera struttura, prima inesistenti, demolendo le vecchie pareti di mattoni realizzati esclusivamente con fango e foglie di palma.

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Ha quindi salutato la gente di Al Zahiira spiegando: "questo momento rappresenta la fase concreta di una vera e propria opera di ricostruzione. La struttura sarà allargata con una nuova ala ed il tetto sarà totalmente rifatto.

Nei primi giorni del prossimo mese i bambini del villaggio potranno tornare in una scuola nuova che potrà restare aperta anche quando piove. Al Zahiira è un piccolo villaggio di 3000 abitanti, con una economia principalmente basata sulla pastorizia. Le costruzioni sono realizzate esclusivamente con argilla e paglia, i servizi sono precari cosi come la disponibilità di energia elettrica, le fognature inesistenti.

Questo villaggio per la prima settimana di aprile avrà una nuova scuola. Questo è solo l'inizio di un progetto più ampio di cui si farà carico il Contingente Italiano. A tutt'oggi sono circa 600 le ore di volo totalizzate dalle unità dell'Aviazione dell'Esercito di Viterbo in attività operativiva a diretto sostegno delle unità della Task Force italiana impegnata a terra per garantire la sicurezza del territorio e per attività di contrasto al sabotaggio di linee elettriche ed oleodotti.

ABBONATI 1 EURO AL MESE!

Il Generale Cornacchione ha ricoperto l'incarico per oltre 4 mesi. È una storia di vita, invece. Gli ultimi mesi di un gruppo di Carabinieri, il loro sguardo disilluso sulle traversie di un popolo in cerca di una nuova identità democratica.

Questi uomini che concretamente, ed anche al di là del proprio mandato, cercano di lasciare un segno evidente della loro presenza. E ci riescono. Senza imporre la propria cultura, ma cercando di conoscere e preservare quella degli altri. Portando aiuto nelle cose quotidiane, a contatto con la gente.

Attraverso piccoli gesti di pace, come il portare l'acqua e l'adoperarsi per rendere più vivibile la condizione di un popolo liberato dal proprio tiranno ma che ancora non sa maneggiare il dono prezioso della propria libertà. È una creazione tutta italiana, che ha reso spesso la nostra presenza invocata ed elogiata nelle zone di crisi del mondo.

Il merito è di questi uomini con la divisa. Gente che non cerca facili eroismi, ma che vuole far bene il proprio lavoro e, alla fine, tornare a casa. I nostri personaggi non sono i diciannove morti della strage.

Raccontarli tutti sarebbe stato impossibile, sceglierne solo alcuni sarebbe stato irrispettoso.


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